libri

La verità in architettura

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Il pensiero di un’altra modernità

In questo libro va in scena un confronto con molte questioni decisive dell’architettura attuale. Nel quadro che esso dispone, si può ad esempio intravedere come la nuova sindrome ambientale e le perduranti manifestazioni della società dello spettacolo scalzino man mano il peso preponderante della teoria. Si avvia in questo modo una problematica discussione etica ed estetica che investe sia gli architetti sia alcuni temi chiave, alla ricerca delle condizioni per il conseguimento di una nuova affidabilità per l’architettura.

“Gli scritti presenti in questo volume sono dei percorsi, linee immaginarie che attraversano il nuovo continente architettonico e ciascuno sarebbe la rappresentazione delle caratteristiche di una di queste vie e delle scoperte fatte durante il viaggio. I saggi dunque non trattano di una verità come se la si fosse già trovata, non espongono una dottrina con un metodo di sintesi o di composizione, seguono piuttosto una linea di ricerca con un metodo analitico o intenzionale, che potrebbe essere chiamato anche metodo d’invenzione. In effetti, sono tentativi di aprire dei varchi dentro una boscaglia di cose e di concetti, tentativi giustificabili soprattutto dall’intenzione di predisporre un terreno adatto a dare un senso all’opera progettuale che a tutti gli effetti mi sembra il terreno più sicuro di certificazione e lo scopo ultimo del lavoro.”

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A proposito di case, anche

Attraverso la presentazione di cinque progetti di case d’abitazione – appartamenti, ville, insiemi di alloggi, ecc. – e di un’installazione speciale in omaggio al celebre Cabanon di Le Corbusier – si svolge una riflessione sull’attuale condizione dell’abitare e sul ruolo che l’architettura vi può svolgere commisurandosi con le particolari esigenze della nostra società. I testi di Pierluigi Nicolin stabiliscono un rapporto dialettico con la singolarità di queste opere descrivendo le circostanze di un lavoro che richiede una speciale attitudine per risolvere un certo numero di fatti singoli in un contesto incline alla disarticolazione della totalità. “In sostanza ho imparato una quantità di cose nell’affrontare questi casi singoli e ho avuto delle occasioni per definire con più precisione la mia stessa idea dell’architettura.”

 

Dizionario dei nuovi paesaggisti

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Pierluigi Nicolin, Francesco Repishti

«Il Dizionario dei nuovi paesaggisti, di Pierluigi Nicolin e Francesco Repishti, colma una lacuna nella letteratura dedicata all’architettura del paesaggio. Nel dare spazio agli esperimenti e alle figure più recenti nel campo della progettazione del verde – o, se vogliamo, degli “spazi non edificati” -, e in particolar modo nel richiamare l’attenzione per la dimensione internazionale dell’argomento, gli autori presentano forme differenziate di lettura e approccio al paesaggio. Ne risulta un quadro particolarmente interessante per tutti quelli che vorranno avviarsi a comprendere le linee tematiche generali del paesaggismo contemporaneo.
Quel paesaggismo, per riprendere l’esempio caro agli autori, che si forma idealmente nel solco nell’esperienza ormai classica di Roberto Burle Marx, Luis Barragán e Isamu Noguchi. Nonostante gli intenti didattici, non si tratta di un libro rivolto esclusivamente a un pubblico di non specialisti: anche i professionisti del settore avranno ora a disposizione un’agevole guida, dove reperire con facilità le realizzazioni di molteplici artisti contemporanei.
Due principi sembrano guidare la realizzazione del volume e rendere la sua originalità. Da un lato, l’apertura alla ampia varietà degli interventi paesistici contemporanei, senza lasciare che “l’accidentalità e l’imprecisione dei confini professionali” possa rappresentare un ostacolo. Al contrario, proprio dall’assenza di limiti precisi sembra emergere l’importanza di tutto il campo di riflessione sul paesaggio per la comprensione dei processi urbani più recenti e per le nuove prospettive di progettazione. Dall’altro lato sembra evidente la curiosità per quanto si realizza nel campo della creazione e trasformazione del paesaggio in tutto il mondo, evitando uno sguardo parziale e provinciale. Circa un centinaio di artisti paesaggisti sono selezionati e presentati in ordine alfabetico. Un breve testo introduce l’opera di ogni artista, seguita da una selezione dei principali lavori e da un’utilissima bibliografia. I curatori del volume hanno dato ampio spazio all’illustrazione fotografica, mentre pochi sono i progetti riprodotti. Infine, è ottima la qualità delle immagini.»

 

di Henrique Pessoa Pereira Alves

Elementi di architettura

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Dalla quarta di copertina: La teoria degli ‘ordini’ è stata tradizionalmente la base per la trattazione degli ‘elementi di architettura’, sinché negli anni cinquanta Ernesto Nathan Rogers non incominciò ad affrontare l’argomento in chiave fenomenologica e non più stilistica cercando di avviare una riflessione sugli elementi dell’architettura a partire dai presupposti della tradizione moderna. Più recentemente la critica radicale ha visto nell’architettura il  modello dell’ordine gerarchico e totalitario e di conseguenza ha invalidato ogni tentativo di ricostituire una sistematica dell’architettura, ma questo non deve ridurci a trattare dell’architettura soltanto attraverso le voci di un dizionario. Comunque sia, la parola architettura ha che fare con l’idea di arché, di principio, di cominciamento, di fondazione, così come con quella di struttura, e non potremo sottrarci al confronto con queste nozioni. Dunque, l’intenzione di questo libro è di affrontare le condizioni che rendono ancora possibile dare una ragione del prodursi del fenomeno architettonico prendendo in considerazione talune evidenze,  e nel prendere in esame gli ‘elementi’ in quanto fattori che entrano in gioco in una situazione. Dell’inizio si parla partendo dalla fine, da quell’attuale incontro col mondo che a ciascuno è dato di fare. Per questo, ciò di cui il libro parla potrà apparire imperfetto, impuro o accidentale, al punto che si potrebbe trovarlo abbastanza distruttivo. Qualcuno potrà dire che, nella pretesa di individuare i rudimenti della pratica architettonica contemporanea, in queste pagine si  afferma che:  non esiste nessun Luogo; il concetto della Natura è il caos; un’inestricabile rete di flussi domina l’Ambiente; la performance ha preso il posto dell’Arte civica; l’illusionismo delle immagini ha tolto alla Rappresentazione la sua validità; l’architettura è consegnata ai ‘capricci’ dell’Allegoria; l’esistenza di ‘contenitori’ vanifica la nozione di  Tipologia; una turba di  errabondi scorrazza per il Territorio; un inesorabile ‘declino’, sia pure di ascendenza epicurea, coinvolge il Progetto. Dalla lettura del testo si capirà che lo sforzo intrapreso è volto ad aiutare gli architetti a dirigere in maniera più appropriata l’uso degli strumenti nella situazione attuale, e non ad abbandonare la squadra e il compasso.

Scheda di Bianchetti, C. L’Indice del 2000, n. 03 Il contrapporsi di posizioni radicalmente differenti circa le condizioni nelle quali può darsi il progetto è quanto ha segnato il dibattito in architettura degli ultimi mesi. Un importante contributo a questo dibattito è dato dal testo di Nicolin, che, prendendo posizione circa la mancata effettualità del progetto moderno, si contrappone implicitamente a quelle posizioni che ne pensano ancora possibile il recupero. Categorie di progresso e regresso, modernità e tradizione, universalità e localismo, vantaggio e svantaggio sono sempre suscettibili di capovolgersi rapidamente l’una nell’altra, e ciò comporta nuove domande sulle condizioni che rendono ancora possibile il fenomeno architettonico. Bisogna quindi rivedere il sistema di classificazione ereditato dall’Ottocento, pensare all’analisi del territorio come registro del prodursi delle differenze, senza vedere nel divenire e nel caos qualcosa di negativo, sforzandosi di cogliere i segni del mutamento. Nessun rimpianto per un’idea della città come macchina programmabile, ma anche nessun entusiasmo per le descrizioni più consuete del territorio postmoderno. L’angolazione, dichiaratamente fenomenologica, insegue la molteplicità dei fenomeni intermedi, le varie forme di sconfinamento, di transizione, di incertezza rifuggendo da categorie già collaudate. Il libro è costruito nella memoria rogersiana che induce a trattare gli “elementi di architettura” a partire dalla disamina delle condizioni circa ciò che è mutato e delle nuove evidenze che coinvolgono un fare architettura che non si accontenta di commentare le condizioni della sua crisi.

Metamorfosi dell’architettura urbana

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Quaderno di Lotus n.18 

Il Quaderno di Lotus sviluppa il tema del ‘progetto urbano’ con saggi di approfondimento e con la presentazione di una serie di progetti sviluppati tra il 1987 e il 1992, gli anni della messa in discussione dei criteri  della pianificazione tradizionale.

Vi sono  ‘Progetti urbani coordinati’ la cui ampiezza, confini, funzioni , sono orientati e determinati dall’esistenza di un’occasione trasformativa concreta reperita nella città esistente, e sviluppati secondo un criterio di coordinamento reso esplicito da un principio morfologico e operativo.  Questi interventi possono essere identificati da determinate condizioni peculiari  come quelle definite da Manuel de Solà Morales: la scala intermedia che consente una percepibilità dell’insieme, la dimensione dell’intervento congruente alle potenzialità economiche di una data situazione urbana, la predeterminazione di un tempo ragionevole per la sua realizzazione, etc.  Vi sono poi anche i ‘Progetti di architettura urbana’,  contraddistinti dall’adozione di un uso strategico del progetto architettonico allo scopo di orientare le trasformazioni urbane in un’area più ampia di quella di stretta pertinenza e, nel caso di funzioni particolari o di uno speciale investimento simbolico, di influire sulle dinamiche della stessa economia della città.

Atlante metropolitano

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Quaderno di Lotus n 15

L’Atlante metropolitano raccoglie una serie di contributi dispersi nei due volumi che hanno accompagnato l’esposizione della XVII Triennale ‘Le città del mondo e il futuro delle metropoli’ tenutasi a Milano alla fine del 1988.
Il quaderno di Lotus raccoglie i saggi di Luigi Mazza, Peter Hall, Giuseppe Dematteis, David Harvey, Michael Rustin, Marshall Berman, Richard Sennet, Ignaci de Solà Morales, Richard Saul Wurman, Bas C. Van Fraassen, Nelson Goodman e Georges Teyssot.

Nell’occasione Luigi Ghirri ha composto un nuovo atlante fotografico sull’argomento della metropoli che accompagna i testi aggiungendovi propri contributi interpretativi.

Dopo il terremoto

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A dodici anni dal terremoto del 1968 che ha colpito la Sicilia occidentale un gruppo di architetti è stato chiamato a Gibellina da Pierluigi Nicolin a fare delle proposte allo scopo di modificare i criteri che avevano guidato la ricostruzione delle città distrutte della valle del Belice. Compiuta la critica del fallimento del ‘progetto moderno’ nella ricostruzione delle città e dei paesi distrutti– che coinvolge anche il tentativo di artisti illustri come Burri e Consagra di inserire nella ricostruzione un’arte di significato civile – il testo di Pierluigi Nicolin inquadra questi problemi in una moderna teoria delle catastrofi. L’intento è quello di condurre una riflessione sui compiti dell’architettura all’interno di quei fenomeni di discontinuità nei quali è sempre più spesso chiamata ad operare.
A partire dai risultati di questo laboratorio di progettazione, il discorso si estende al problema irrisolto della costruzione di città nuove nel mondo contemporaneo e alle tematiche della ‘ricostruzione urbana’ in cui un crescente numero di città europee verrà coinvolto negli anni successivi (Berlino, Francoforte, Napoli, Barcellona, Rotterdam, ecc.). Nei progetti presentati si delineano le prove di un’architettura tendente a diventare un’arte delle connessioni come rimedio all’eccesso di complessità e di frammentazione della città moderna. I progetti presentati in questo volume sono stati elaborati nelle aule della scuola elementare di Gibellina nel settembre del 1980 durante un seminario promosso dal comuni di Calatafimi, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Gibellina, Mazara del Vallo, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa, Vita. I risultati sono stati presentati alla Triennale di Milano nel febbraio del 1982.

Quaderno di Lotus nr.2