Architettura contemporanea in Italia / Conflitti

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Ideazione e direzione scientifica della mostra per il Comune di Salerno 2005-2006

La mostra allestita nel Complesso Monumentale di Santa Sofia, presenta attraverso la chiave di lettura di alcuni binomi oppositivi (pedoni/automobili, vecchio/nuovo, high tech/low tech, ecc.) una lettura della situazione dell’architettura Italiana.

Il dibattito sulle politiche del territorio nel nostro paese, nel contesto delle ampie trasformazioni del mondo globalizzato, trae sempre più spesso spunto ed occasione dai progetti architettonici e di trasformazione urbana. Un dibattito che, soprattutto in una terra dalla vasta tradizione storica ed artistica e dalle tante risorse ambientali, implica discussioni sulle politiche di sviluppo economiche e turistiche, ma anche di legittimità etiche, estetiche ed ambientali. L’architettura in Italia non è mai neutrale dunque, ma è territorio di conflitti, terreno di scontri, occasione di dibattiti. Presupposto di partenza della mostra “Conflitti. L’architettura contemporanea in Italia” è che l’Italia sia un’area di indagine privilegiata, un “laboratorio specialissimo” per valutare le proposte operanti sulla scena globale dell’architettura. Le carenze del sistema politico-economico, un patrimonio storico esclusivo, una cultura architettonica diffusa, la presenza di nuovi territori d’intervento nella cosiddetta ‘città diffusa’, la dibattuta presenza di architetti stranieri sono tutti fattori che hanno contribuito – nel bene e nel male – a creare nel nostro Paese un campo speciale di verifiche del progetto di architettura. In questo senso, l’Italia può essere eletta come un laboratorio tra i più significativi dei temi della progettazione contemporanea.